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Le cupole costituiscono una delle ultime sperimentazioni in ambito cinetico dell’artista che, attraverso queste, studia i riflessi di grafiche geometriche diverse su di una superficie convessa. Plexiglass cromato, 60 cm di diametro e 30 di profondità. Il fulcro di tutto è il riguardante, o meglio il suo sguardo, mediante il quale esse “prendono vita”. Chi osserva è trasportato all’interno dell’opera, nella quale si riflette, ponendosi al centro di un’immagine che appare capovolta, ossia in linea con la visione dell’occhio umano prima che questa venga trasferita e decodificata dal sistema nervoso centrale. La sovrapposizione grafica con motivi astratti, anteposta alla cupola cromata, determina attraverso il movimento del riguardante il cinetismo e, con esso, effetti optical. In ultima analisi, noi non percepiamo una cupola, ma una sfera virtuale. In tal senso  sembra di poter quasi toccare il gioco di linee e forme che compongono il disegno astratto impresso sul disco verniciato: questo avviene perché il nostro occhio riconosce come elementi fisici e concreti aspetti in verità virtuali. Noi vediamo nello spazio che ci separa dall’opera una presenza che nella realtà è frutto di un virtuosismo che unisce arte e scienza, portando l’osservatore in altre dimensioni. Come l’Alice di Lewis Carroll, chi si lascia catturare, viene trasportato in una realtà parallela, allucinata e onirica, fantastica e assurda.

Tiziana Tommei